Storia

Da Pietrafesa all'odierna Satriano di Lucania

Pietrafesa_Satriano
Pietrafesa nel XII secolo era un piccolo borgo rurale collocato a valle rispetto all'abitato di Satrianum, a ridosso di un promontorio roccioso denominato Castello. Si è supposto che il significato di Pietrafixa sia strettamente legato alle caratteristiche geomorfologiche del luogo su cui sorgeva.
Il paese, insieme a Satrianum, faceva parte probabilmente di un unico contado come si evince dal Registro del servizio feudale delle province napoletane.
Questo piccolo centro acquistò una propria autonomia amministrativa durante il regno della regina Giovanna II d'Angiò - Durazzo, quando si attesta che Francesco Sforza divenne Signore di Pietrafesa. Nel 1420 il feudo fu ceduto ai Caracciolo che vi governarono fino all'abolizione dei diritti feudali, sancita dalle leggi napoleoniche agli inizi dell'Ottocento.
Successivamente i territori di Pietrafesa furono inglobati nel demanio comunale e in parte furono venduti o ceduti a facoltosi signori del posto e delle zone limitrofe.
La maggior parte della popolazione, dedita all'agricoltura, si ribellò prima ai soprusi da parte dei nobili e del clero, poi contro la nuova classe borghese di proprietari che si sostituì al dominio dei ricchi feudatari.
Gradualmente l'abitato si estese su altre "rocce" chiamate Piesco e Madonna della Rocca unitamente alla costruzione anche di diverse chiese. Il paese quindi si ingrandì nel corso del tempo, nel 1857, anno di un disastroso terremoto, si contavano 2867 abitanti.
Nella seconda metà dell'Ottocento gli abitanti di Pietrafesa vollero rinsaldare il legame con la città medievale posta sull'altura, infatti, si deliberò di sostituire la denominazione Pietrafesa con il nome medievale di Satriano di Lucania, a ricordo del fiorente insediamento antico.