La Torre e l’antica Satrianum

In località Torre di Satriano il paesaggio è caratterizzato da un’altura sulla quale si erge una torre normanna edificata nel XII secolo, insieme ai ruderi di mura e di un’antica basilica dedicata a S. Stefano protomartire. E’ ciò che resta dell’antica Satrianum, roccaforte longobarda sorta su un sito dalla complessa storiografia, successivamente contea normanna e sede vescovile, abbandonata definitivamente nel XV sec. durante il regno di Giovanna II.

Quest’area ha restituito tracce di frequentazione antropica già dal secondo millennio a. C. ma è dall’VIII sec. a.C. che l’altura viene insediata con un abitato complesso organizzato in piccoli nuclei distribuiti su diverse terrazze.

A partire dell’età del Ferro Torre di Satriano si configura già come uno dei principali abitati della Lucania settentrionale. Quest’area era infatti frequentata dai Peuketiantes, genti di cultura diversa dagli Enotri, che abitavano invece le vallate dell’Agri e del Sinni.

La collina di Satriano è uno dei luoghi simbolo della storia della Lucania antica, proprio per la sua articolata stratificazione archeologica che va dall’età del ferro al Medio Evo. Gli scavi hanno portato alla luce reperti che attestano l’esistenza di influenze elleniche, come ceramiche a tre colori e suppellettili verniciate in nero. Individuate, inoltre, una Acropoli e varie necropoli, nonché, lungo il pendio sud-occidentale della collina, in un’area ricca di acque sorgive, i resti di un’imponente fortificazione e di un santuario (databile tra il IV e il III sec. a.C.) dedicato ad una divinità maschile guerriera.

Molti dei reperti ritrovati nelle varie campagne di scavo sono conservati nel Museo Archeologico di Satriano di Lucania, che riaprirà a breve nella nuova sede in Piazza Abbamonte.

Della Satrianum dell’età del ferro sappiamo che fu una città fiorente, grazie alla sua posizione strategica. Posta su una delle vette nord-sud più alte di questa parte del Meridione, si presenta come crocevia tra la costa tirrenica e il Golfo di Taranto: ad Ovest, infatti, il valico verso Brienza la collega al Vallo di Diano; la valle del Melandro favorisce le relazioni con la Campania e, infine, facili collegamenti con Potenza l’avvicinano alla valle del Basento e, quindi, alla costa ionica.

Distrutta nel 330 a.C. da Alessandro il Molosso, zio di Alessandro Magno, Satrianum fu espugnata dai Romani nel 30 sec. a.C. Risulta essere sede vescovile già nell’878: qui si conservavano le reliquie di S. Laverio, ucciso durante le persecuzioni di Diocleziano.

L’abbandono dell’abitato si data al XV sec. d. C., quando i suoi abitanti si erano già dispersi nei paesi vicini di Tito e Pietrafesa, che poi assunse il nome di Satriano proprio per rinsaldare i legami con l’antico centro sulla collina.

Sito web
www.torresatriano.it

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