Museo a cielo aperto dei murales

Satriano di Lucania conta, allo stato attuale, circa 140 murales.

L’originale iniziativa che ha trasformato il paese in uno dei borghi più dipinti d’Italia ha preso avvio a partire dagli anni 80′ grazie ad un gruppo di artisti che lavorarono in stretta collaborazione con l’amministrazione dell’epoca con la volontà di portare avanti la tradizione artistica del paese che aveva dato i natali a Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, uno dei massimi esponenti della cultura pittorica lucana tra tardo Manierismo e Barocco.

Nel giro di pochi anni Satriano iniziò così a colorarsi di opere disegnate sulle facciate di case e palazzi a tracciare un viaggio per immagini nel tempo e nella memoria del borgo.

I primi murales furono realizzati tra gli anni 80 e 90 nel centro storico per raccontare il grande fascino di una terra ricca di leggende e credenze magiche e svelare la storia e il carattere di un popolo e di una cultura silenziosa che senza dimenticare le proprie radici iniziava ad affacciarsi alla modernità.

Nel corso degli anni i murales continuarono a moltiplicarsi uscendo dal centro storico per colorare pian piano tutto il centro abitato fino ad arrivare, con la serie dedicata al Rumit, all’ingresso del paese di Corso Trieste. Il museo all’aperto si arricchì di nuove opere che riprendevano vecchi temi e ne aggiungevano di nuovi come la serie che racconta la fatica e il sacrificio del lavoro dei campi, la serie dedicata gli antichi mestieri e quella che ricorda la vita di Giovanni De Gregorio.